Rinnovamento e Trasparenza sindacale

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venerdì, 06 aprile 2007

RICHIESTA DI INTERVENTO AL C.E.S.

Alleghiamo copia della lettera inviata al CES, la Confederazione Europea dei Sindacati, a cui la CSdL è associata e che, a nostro avviso, proprio per questo motivo, non può permettere che al suo interno accadano situazioni intollerabili come l'epurazione, decisa a tavolino e contro ogni diritto costituzionale, della nostra corrente.
Leggete, Divulgate, Protestate!

 

Gentile Walter Cerfeda,
Le scriviamo per segnalarLe, in qualità di Segretario Confederale del CES, un grave fatto di sopruso e mancanza di pluralismo, di cui noi siamo le vittime, verificatosi in seno ad una confederazione sindacale associata al CES: la CSdL (Confederazione Sammarinese del Lavoro) della Rep. Di San Marino.

Le elenchiamo in poche righe, per non abusare della Sua cortesia, quali siano i motivi per cui muoviamo queste spiacevoli accuse nei confronti di un sindacato nel quale abbiamo creduto fino a pochi mesi fa, per il quale alcuni di noi si sono spesi per più di trent’anni, e all’interno del quale, abbiamo ricoperto ruoli di prestigio e rilievo fino al 23 novembre 2006, data in cui è iniziata la nostra “disavventura”.

 

In quel giorno, in seguito a divergenze di vedute e prospettive, ed essendo già stata indetta la data del prossimo congresso della nostra Confederazione (sarà a Maggio 2007), abbiamo deciso di formalizzarci in una corrente interna (denominata “Rinnovamento e Trasparenza – CSdL”) per poter influire nel suddetto congresso, preparando mozioni alle tesi congressuali e allo statuto, di modo che, come democrazia vorrebbe, i lavoratori delegati avrebbero potuto scegliere, attraverso il loro libero voto, in quale tipo di organizzazione riconoscersi maggiormente.

 

L’attuale dirigenza CSdL, però (non ci addentriamo in valutazioni sui motivi che l’hanno indotta a farlo), ci ha immediatamente sospesi “cautelativamente” con provvedimento d’urgenza preso il 27 novembre, ed in seguito, il 26 gennaio 2007, ci ha definitivamente, e senza possibilità di replica, espulsi sia dai ruoli dirigenziali che dal tesseramento.

 

Qualche settimana fa abbiamo richiesto di iscriverci nuovamente, per provare a farci delegare dai colleghi di lavoro al congresso, e tentare di far valere le nostre ragioni nonostante tutto in quella sede, ma anche questo ci è stato negato. Anzi, la dirigenza CSdL sostiene che abbiamo ulteriormente aggravato la nostra posizione, in quanto, essendo stati privati delle tutele sindacali, e quindi delle libertà d’associazione costituzionalmente garantite, siamo ricorsi presso la magistratura per far valere le nostre ragioni. A loro avviso richiedere un parere giuridico è un ulteriore torto!

 

L’unico promotore della nostra corrente che non ricopriva ruoli dirigenziali non è stato estromesso dalla confederazione, e quindi a tutt’ora è iscritta. Tramite lei abbiamo richiesto di poter almeno inviare agli iscritti al sindacato un opuscolo contenente le nostre posizioni, di modo che ognuno fosse a conoscenza di quello che volevamo portare avanti e, nel caso in cui ne avesse condiviso la filosofia, potesse portare avanti lui in prima persona le nostre idee. Anche questo ci è stato negato.

 

È evidente la volontà di ridurre al silenzio chi ha avuto il coraggio di sostenere posizioni divergenti da quelle di maggioranza, e di chiedere una maggiore attenzione verso la base. Senza considerare il deprecabile tono minaccioso espresso per iscritto in un documento ufficiale dall’attuale Segretario Generale Giovanni Ghiotti, secondo cui d’ora in poi chiunque manifesterà posizioni vicine a quelle dei dirigenti espulsi, incorrerà nelle stesse sanzioni disciplinari! Per non parlare, poi, dell’incredibile sentenza emessa nel documento delle decisioni del Collegio Confederale dei Probiviri, in cui si legge che “Ciò che si imputa primariamente ai membri della corrente "Rinnovamento e Trasparenza" è la costituzione della corrente stessa".

 

Il sindacato sammarinese conta circa 5000 iscritti, di cui quasi una metà pensionati. Insomma, si tratta di una piccolissima microrealtà, in cui i dirigenti distaccati a tempo pieno sono una dozzina, e i dirigenti confederali una trentina. La nostra corrente, evidentemente di minoranza, contava però l’appoggio di 9 dirigenti (alcuni dei quali in passato hanno ricoperto per lunghi periodi ruoli confederali di rilievo), e questa non può considerarsi una piccola percentuale, dati i numeri suddetti.

 

Ovviamente non è possibile approfondire queste tematiche nello spazio di una mail, e quindi concludo formalizzando la richiesta per cui Le abbiamo scritto: La preghiamo, in nome della democraticità e del pluralismo delle organizzazioni a Voi associate, di ammonire pubblicamente la CSdL per l’atteggiamento denigratorio, antidemocratico ed inaccettabile tenuto nei nostri confronti. La esortiamo a diffidarli nelle maniere più idonee, richiedendo loro di annullare con effetto immediato il provvedimento iniquo preso nei nostri confronti, riammettendoci in seno alla CSdL ognuno nei ruoli ricoperti precedentemente alla nostra espulsione. La sollecitiamo a fare tutto quanto in Vostro potere per posticipare il congresso della CSdL in programma per il 10 – 11 e 12 di maggio, che date queste premesse, visto l’azzeramento di un’intera corrente, vista la cancellazione di ogni possibilità di pubblicizzazione delle nostre tesi, sarebbe evidentemente illegittimo.

 

Solo dopo la nostra riammissione, la nostra partecipazione alle assemblee precongressuali, e quindi la pubblicizzazione delle nostre posizioni ai futuri delegati, che in tal modo, e solo in tal modo, potrebbero votare con cognizione di causa, al congresso, come democrazia vuole, che dirigenti e che tipologia di sindacato preferire, si avrebbe un congresso legittimo e realmente plurale.

 

Tutto questo, logicamente, non prima di aver potuto chiarirci con Lei nella misura che crederà più opportuna, rimanendo a Sua disposizione per ogni eventuale chiarimento o per farLe avere copia della documentazione intercorsa in questi mesi. Le comunichiamo inoltre che abbiamo già discusso di questa problematica con il Responsabile Segretariato Europa della CGIL: Nicola Nicolosi; con il Segretario CGIL Emilia Romagna: Vittorio Bardi; e con il Segretario Confederale della Provincia di Rimini: Graziano Urbinati.

 

Ne approfittiamo, in questa sede, per inviarLe una copia dell’opuscolo che abbiamo richiesto di inviare agli iscritti (cosa che, come scritto più su, ci è stata negata), leggendo il quale potrà farsi un’idea un po’ più dettagliata sia sulle dinamiche che hanno condotto alla nostra espulsione dal sindacato, sia dei nostri punti di vista; e per indicarLe, inoltre, l’indirizzo del sito www.crts.splinder.com nel quale continuiamo a pubblicare i nostri documenti, iniziative, appuntamenti.

 

È con grande stima e rinnovata fiducia in un Vostro interessamento che porgiamo distinti saluti.

 

Massimo Bernardi                (ex Dirigente Pubblico Impiego)

Roberto Ceccoli                   (ex Dirigente Pubblico Impiego)

Roberto Ciavatta                  (ex Dirigente Confederale)

Patrizia Dolcini                      (iscritta)

Gian Luigi Macina                 (ex Dirigente Confederale, in passato Segretario Confederale)

Maria Grazia Pasquinelli        (ex Dirigente Confederale, in passato Segretario Federaz. Servizi)

Otello Aurelio Valentini         (ex Dirigente Industria)

Marino Antimo Zanotti         (ex Dirigente Confederale)

 

                                          Per qualsiasi contatto:

email:  rinnovamentoetrasparenza@hotmail.it

website:  www.crts.splinder.com

cell:  Gian Luigi Macina +39 348/9292668

         Roberto Ciavatta   +39 338/6537340

fax:  +39 0549/878270

Skype username:  robertociavatta

 


30 Marzo 2007
postato da: crtsindacale alle ore 17:43 | link | commenti
categorie: raccomandate

Richiesta di intervento alla CGIL

Questa è una mail che è stata inviata tempo addietro (a fine febbraio) a Nicola Nicolosi, responsabile segretariato Europa per la CGIL nonché appartenente alla corrente interna "Lavoro e Società" della CGIL stessa (ma non perciò, appartenendo ad una corrente, è stato epurato come noi).
Nicolosi è invitato al congresso della CSdL di Maggio.
Con lui abbiamo avuto diversi contatti. Non certo per chiedergli di sbilanciarsi e difendere le nostre posizioni: sono solo i lavoratori sammarinesi che possono e dovrebbero decidere su quale tipo di sindacalismo preferiscono, e quali dirigenti vogliono (ma anche questo è stato evitato, non dandoci modo di esprimerci). I contatti sono avvenuti unicamente per chiedergli di pretendere che fossero rispettati i più elementari principi democratici, pluralistici e di tutela delle minoranze, nonché i diritti costituzionalmente garantiti, che la CSdL ha palesemente infranto espellendoci.
Riportiamo integralmente la lettera in questione.


Egr. Nicolosi,

La contattiamo per richiederLe di intervenire, nei modi che giudicherà più idonei, nei confronti della Confederazione Sammarinese del Lavoro (CSdL) di San Marino, in relazione all’espulsione in via definitiva e senza possibilità d’appello, di nove dirigenti della stessa (6 confederali e 3 di federazione), sia dal loro ruolo di dirigenti che dallo status di semplici tesserati.

 

Tale provvedimento, la cui gravità sarebbe difficile legittimare in alcun caso, risulta ai nostri occhi ancor più grave per via delle motivazioni pretestuose che l’hanno determinato. Infatti, si legge nel documento di “decisione dei Probiviri”, datato 22 gennaio 2007, che “ciò che si imputa primariamente ai membri della corrente “Rinnovamento e Trasparenza” è la costituzione della corrente stessa nel modo e nel metodo”.

 

Noi consideriamo inaccettabile da parte di qualsiasi ente, ancor più se si tratta di un’organizzazione sociale, che i diverbi interni, per quanto duri siano, si possano risolvere con lo smantellamento di ogni voce contraria in seno agli organismi decisionali, e lo consideriamo parimenti dannoso per la Vostra immagine data la relazione di “vicinanza” tra CSdL e cgil, culminante nell’invito rivoltoLe in occasione del congresso confederale CSdL del prossimo maggio 2007: congresso al quale né i sottoscritti, né qualsiasi appartenente alla stessa corrente, potranno presenziare.

 

Le comunichiamo che noi continuiamo a sentirci parte integrante della CSdL, confederazione per la quale diversi dei sottoscritti hanno operato lealmente e senza tregua per lunghi decenni, e che è all’interno della stessa che vogliamo operare il cambiamento che a nostro avviso le è indispensabile per rimanere al passo coi tempi. Ribadiamo che abbiamo formalizzato la corrente “Rinnovamento e Trasparenza – CSdL” dopo l’annuncio ufficiale della data del prossimo congresso confederale, e con l’unico intento di presentare mozioni alternative al congresso in questione per lasciare che fossero i delegati, democraticamente attraverso il loro voto di preferenza, a decidere quale tipo di sindacato fosse più aderente alle necessità del nostro paese. Questa formalizzazione è avvenuta dopo diversi anni in cui le divergenze suddette avevano dimostrato di non essere ricucibili o sintetizzabili attraverso mediazioni dirigenziali, cioè dopo aver tentato ogni strada per evitarne la costituzione.

 

Non ci dilungheremo a farle una cronistoria dell’accaduto (pur rimanendo disponibili per ogni chiarimento), né cercheremo di convincerla che le nostre mozioni siano migliorative rispetto al documento redatto dall’attuale maggioranza CSdL: il punto non è questo, non è chi abbia ragione o meno (saranno i lavoratori a sancirlo). Il vero punto è la democraticità dei processi decisionali, il rispetto delle minoranze e del diritto di espressione sancito costituzionalmente, ed ora, dopo che ci è stata addirittura “strappata” la tessera sindacale, la tutela del diritto di associazione.

 

Ci siamo formalizzati il 23 novembre 2006, il 27 novembre eravamo già stati “sospesi cautelativamente” per il solo fatto di aver manifestato un dissenso, e il 22 gennaio 2007 il “collegio dei probiviri” ha reso definitiva quella sentenza: colpevoli di esserci formalizzati, e in tal modo (come fosse una conseguenza) aver indebolito la confederazione, averne minato l’unità e l’immagine.

 

Adesso chiediamo a Lei, in attesa di portare il nostro caso, se necessario, fino agli organismi del CES, di intercedere affinché non sia permesso a nessuno decidere a tavolino di epurare dal proprio interno le minoranze, qualsiasi pretesto sia utilizzato per legittimarne il provvedimento. Per questo ci auspichiamo che, attraverso il vostro intervento, l’attuale dirigenza si possa rendere conto dell’illecito commesso e voglia riammetterci al suo interno, ove saremo fieri di presenziare alle assemblee precongressuali e al congresso medesimo affinché la nostra voce, al momento di minoranza, domani chissà, possa essere manifestata, espressa, sottoposta al voto e giudicata dai lavoratori, unici “proprietari e giudici” di qualsiasi confederazione sindacale.

 

Sorvoliamo sulla mancanza di rispetto ulteriormente dimostrata dall’attuale dirigenza dal 27 novembre fino al giorno della nostra espulsione. In questo periodo (in cui è bene ricordarlo: noi eravamo ancora parte in causa) essa non ha mai risposto a nessuna delle nostre richieste formali, non ha risposto nemmeno alle richieste di interi gruppi di lavoratori che auspicavano, per fare chiarezza sull’accaduto, di organizzare delle riunioni in cui fossero presenti ambedue le correnti – quella di maggioranza e la nostra –, non ha esitato ad approvare provvedimenti ed elezioni di segreteria d’urgenza nonostante ancora noi fossimo in attesa di giudizio, si è rifugiata nel silenzio di fronte alle nostre richieste di faccia a faccia televisivi o con la stampa. Noi pensiamo che sia questo a non fare del bene all’organizzazione, che sia questo ad allontanare ulteriormente la base dal vertice, che sia il ricatto e la promessa di interventi disciplinari quali quelli a noi inflitti a scoraggiare la partecipazione attiva.

Questo, non la nostra espressione, fiera ma leale, di un semplice dissenso politico.

  

RingraziandoLa per l’attenzione, e in attesa di riscontri, porgiamo distinti saluti.

 

I dirigenti espulsi: Massimo Bernardi, Roberto Ceccoli, Roberto Ciavatta, Patrizia Dolcini, Giorgio Giovagnoli, Gian Luigi Macina, Maria Grazia Pasquinelli, Otello Aurelio Valentini, Paolo Zafferani, Marino Antimo Zanotti.

 

postato da: crtsindacale alle ore 17:33 | link | commenti
categorie: raccomandate
venerdì, 16 febbraio 2007

La richiesta di faccia a faccia televisivo che pubblichiamo, è stata inviata da noi alle tv sammarinesi e per conoscenza al segretario generale CSdL Giovanni Ghiotti in data 1 dicembre 2006.

Ad essa non si è avuta nessuna risposta, così come la CSdL ha negato qualsiasi risposta alla richiesta di assemblea inoltrata dall'igiene urbana (pubblicata anch'essa sul bolg), e la pubblichiamo ora per due motivi:

1) perché ognuno capisca, se ancora ce n'è bisogno, chi ha qualcosa da temere, chi vuole che non si sappia cosa è successo, chi rifiuta il confronto, chi teme il contraddittorio, chi non ha argomentazioni per legittimare pubblicamente un'epurazione così disgustosa come quella che ci ha colpiti.

2) Per esortarvi ancora una volta a sottoscrivere la petizione, il cui link trovate in basso a destra, con la quale dei colleghi lavoratori stanno raccogliendo le firme per richiedere un pubblico dibattito su questa questione.


 

San Marino, 1 dicembre 2006

Spett.li

Responsabili di Redazione di San Marino RTV

Spett.le

Redazione Carlo Filippini Editore

 

OGGETTO: Richiesta di dibattito televisivo sulla vicenda dei Dirigenti Sindacali sospesì perché promotori della corrente interna CSdL – Rinnovamento e Trasparenza

 

Spett.li redazioni, a nome dei Dirigenti che sono stati sospesi lunedì scorso dal Direttivo Confederale della CSdL, propongo che venga effettuata la trasmissione indicata in oggetto.

Riteniamo che così si possa favorire nella pubblica opinione la migliore informazione possibile su questa vicenda affinché ciascuno possa farsi giustamente la sua opinione.

Ovviamente ciò non significa che da parte nostra si voglia privilegiare questo mezzo (e se così potesse anche apparire, ci scusiamo pubblicamente fin d’ora con i Vostri Colleghi della Carta Stampata, che invece desideriamo ringraziare sentitamente per l’attenzione che ci viene riservata), ma su questi temi pensiamo che il mezzo televisivo abbia in questo momento caratteristiche molto efficaci per mettere in atto quel necessario confronto che forse potrebbe far meglio comprendere al pubblico ciò che è avvenuto. La proposta che si avanza è quella di fare questo dibattito, ovviamente in diretta con un moderatore, fra il sottoscritto, che è stato incaricato in merito dai Dirigenti CSdL “sospesi”, e l’attuale Segretario Generale della CSdL.

La mia disponibilità è a far data da oggi, e desidererei essere informato nel caso non si potesse dar corso a questa richiesta per mancanza della altrui disponibilità.

Ringrazio a nome di tutti i “sospesi” e con la speranza di avere al più presto notizie, porgo i più cordiali saluti.

 

Gian Luigi Macina

postato da: crtsindacale alle ore 18:00 | link | commenti
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