Cliccando sul file sottostante potrete visionare il documento in cui dimostriamo, con documenti ufficiali, l'infondatezza delle tesi con cui il sindacato cerca di delegittimare la battaglia per la tutela dei diritti dei lavoratori espressa dalle nostre lotte referendarie.
I testi dei referendum potete sempre reperirli nella categoria "referendum" a destra.
Così anche per le leggi popolari nella categoria "leggi popolari", e le istanze d'arengo nella categoria omonima.
Aggiungiamo in risposta all'esortazione che Enzo Merlini ci rivolge sulla stampa, cioè che avremmo dovuto abrogare altri articoli di quella stessa legge, e precisamente quelli relativi al lavoro in appalto, che quanto ci chiede è strumentale per almeno 4 motivi: A) perché nel 2006 abbiamo tentato di abrogare l'intera legge, quindi anche gli articoli che intende lui (lui, l'anno scorso, diceva però che così facendo si sarebbe "buttato via il bambino con l'acqua sporca"). B) perché abbiamo presentato anche una proposta di legge popolare, intitolata "Interventi urgenti in materia di lavoro", in cui affrontiamo e vietiamo proprio gli appalti e altre forme di lavoro atipico. Enzo Merlini era presente alla riunione che abbiamo tenuto con la CSdL il 3 Luglio scorso, nella quale abbiamo presentato proprio i Referendum e le Leggi di iniziativa popolare che abbiamo puntualmente depositato in pochi mesi alla Segreteria Istituzionale. Quindi sa bene che quanto afferma è falso, eppure lo dice ugualmente. Forse per trarre in inganno chi non ne è al corrente? C) Noi siamo poche persone che nel tempo perso si danno da fare, lui e i suoi colleghi sono profumatamente stipendiati proprio per questo, perciò se pensa si debbano abrogare gli appalti, perché non ci pensa lui? D) Noi, grazie anche a lui, non siamo più parte della CSdL. Non si vede per che motivo, quindi, dovremmo combattere le sue battaglie. Vogliamo continuare a godere della libertà minima di decidere da soli quali analisi sul "futuro del lavoro" siano più attendibili, e di certo le sue non ci pare siano particolarmente argute! (rimandiamo i lettori alla email, pubblicata sul post del 6 marzo 2007 pubblicato su questo blog, con cui DOMENICO DE MASI - www.domenicodemasi.it - definisce le analisi di Merlini relative al mondo del lavoro un ottimo esempio di "Cultural gap").
Ciò detto, vi auguriamo buona lettura e... aprite gli occhi, pensate con la vostra testa, non lasciatevi abbindolare.
Il nostro comitato in elenco nell'Istanza, a cui si devono aggiungere Patrizia Dolcini e Otello Valentini momentaneamente assenti da San Marino, ha avviato una serie d'iniziative di cui questa è la prima di carattere pubblico ed istituzionale.
E' nostra intenzione calibrare bene la nostra azione, rifuggendo da tentazioni velleitarie che non sono nelle nostre corde ma cercando di essere incisivi nel migliorare il mondo del lavoro sammarinese, laddove potenti strutture sindacali sembrano aver abdicato.
marino antimo zanotti
8 aprile 2007
All’ Ecc.ma Reggenza
Palazzo Pubblico
Piazza della Libertà
SAN MARINO CITTA’
I sottoscritti cittadini sammarinesi Massimo Bernardi, Roberto Ceccoli, Roberto Ciavatta, Gian Luigi Macina, Maria Grazia Pasquinelli, Marino Zanotti, anche promotori della Corrente Sindacale “Rinnovamento e Trasparenza”, presentano la seguente Istanza D’Arengo,
premesso che si ha la sensazione che il lavoro irregolare nelle sue varie forme sia presente in misura significativa nella nostra realtà e che ciò costituisce una evidente ingiusta forma di trattamento, nonché può favorire meccanismi di sleale concorrenza nei settori interessati , consentire la presenza in territorio di persone di cui non si conosce la provenienza ed infine rendere possibile in diversi casi prestazioni lavorative in precarie e/o assenti condizioni di sicurezza, si chiede di rinnovare i vari meccanismi di contrasto prevedendo:
A) controlli molto più diffusi e frequenti specie nei giorni festivi ed in orari serali/notturni magari anche con la collaborazione delle Forze dell’Ordine;
B) la revisione dell’impianto sanzionatorio in modo che si via maggiore deterrenza per chi non rispetta le norme ed in merito, a titolo meramente propositivo, si indica:
- la modifica della legge 1989 n.128 orientandola verso sanzioni amministrative che nel mimimo debbono essere almeno triplicate mentre nel caso di recidiva accanto alla chiusura temporanea della attività si ritiene necessario prevedere anche una sanzione penale pari a quella relativa alla
intermediazione della manodopera (art.26 Legge 1989 n.95 e successive modifiche);
- prevedere l’allontamento immeditato del prestatore d’opera non in regola;
- prevedere inoltre per legge una programmazione e puntuale rendicontazione della attività di controllo svolta dagli Organi preposti con il coinvolgimento delle Parti Sociali;
Con deferenti ossequi
Massimo Bernardi, Roberto Ceccoli. Roberto Ciavatta, Gian Luigi Macina, Maria Grazia Pasquinelli, Marino Antimo Zanotti