Sig. Vescovo,
ho ricevuto per email da amici di San Marino,il suo "Messaggio in occasione delle elezioni poliiche del 9 novembre 2008". Ho controllato nel sito ufficiale della diocesi: è autentico. La data è del 14 ottobre 2008.
Il suo è un appello esplicito a votare Democrazia Cristiana ("sono vicino agli uomini che militano nella Democrazia Cristiana").
Sicuramente, Sig. Vescovo, lei non è vicino al Regno di Dio. Scende direttamente, scompostamente in campo, a favore di una parte politica.
Diventa un partitante. In trenta righe nomina 13 volte la parola Libertà, facendone strazio. In palese contraddizione con il documento più importante del Vaticano II, la Gaudium et Spes, dove si afferma: l'uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà". Lei implicitamente dice: se ci tieni a tener viva la tradizione di libertà di San Marino, vota D.C. . Non farti ingannare, c'è una lista civetta che fraudolentemente si appella Riforme e Libertà, non cadere nel tranello".
Neanche al tempo dei Comitati Civici di Gedda e del Cardinale Ottaviani si erano lette parole così scandalose da parte di un Pastore.
Lei ha profanato la nostra Chiesa. Se fosse il mio vescovo lo ripudierei.
Come cristiano mi ribello e provo vergogna.
Lasci libere le pecorelle nei campi, sanno distinguere da sole l'erba buona dalla cattiva. E voglia prendere in considerazione le sue dimissioni anticipate. Mi auguro che già altri, gerarchicamente a lei superiori, mi
abbiano preceduto.
Sono un uomo pacifico per natura, ma l'indignazione ha preso il sopravvento. Si natura negat, facit indignatio verbum.
Felice Scipioni