Rinnovamento e Trasparenza sindacale

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domenica, 13 gennaio 2008

9 FEBBRAIO, INCONTRO NAZIONALE SUL LAVORO PRECARIO!

Sabato 9 febbraio 2008, dalle 14.30 alle 19.00, gli amici dell'associazione Culturale "DON CHISCIOTTE" di San Marino, in collaborazione con i nostri comitati referendari e con quelli italiani, organizza a San Marino un incontro nazionale sul precariato dal titolo: “Tempi Precari”.
Per informazioni dettagliate andate alla pagina dedicata all'incontro, che trovate su
www.associazionedonchisciotte.org/tempi_precari.htm

Relatori (in ordine alfabetico)saranno: PIER GIOVANNI ALLEVA (membro del Centro per i Diritti del Lavoro “Pietro Alò”, estensore della Proposta di Legge - omonima - che tenta di superare la L.30), MARCO BECCARI (Segretario Generale CDLS, Confederazione Democratica Lavoratori Sammarinesi), FABRIZIO BURATTO (Autore di “Curriculum atipico di un trentenne tipico”, Marsilio, 2007), PADRE CLAUDIO CICCILLO ( Vicepresidente Ce.I.S. Ravenna, membro dell'Ass. San Damiano), GIORGIO CREMASCHI (Segretario Nazionale FIOM-CGIL, Leader della Rete28Aprile in CGIL), MAURO GALLEGATI ( Prof. Di economia all'università di Ancona, collaboratore di Joseph Stiglitz (nobel economia 2001) e di Beppe Grillo), GIAN LUIGI MACINA (membro dei comitati referendari sammarinesi, membro del Comitato di Rinnovamento & Trasparenza Sindacale, ex segretario confederale CSdL), PIERMARINO MULARONI (Segretario di Stato al Lavoro), VINCENZO SINISCALCHI (SdL (Sindacato dei Lavoratori) intercategoriale, portavoce del comitato referendario italiano contro la L.30, il DL 276/2003, il DL 368/2001 e l'art.19 della L.300/70), ORNELLA VEGLIO (Scrittrice, Consigliera Provinciale di Parità di Lodi, dal 1993 al 2000 Segretaria generale CGIL Scuola Provincia di Lodi)

PROGRAMMA: 14.30: “introduzione ai lavori.”, 14.45: On. Pier Marino Mularoni “relazione introduttiva sulla situazione normativa sammarinese in ambito di lavoro”, 15.00: Mauro Gallegati “problematiche inerenti la precarizzazione dei rapporti di lavoro dipendente e i suoi risvolti sociali.”, 15.20: Marco Beccari “Posizioni della CDLS riguardo il precariato e le iniziative referendarie”, 15.40: Gian Luigi Macina “I motivi dei referendum sammarinesi sul lavoro”, 16.00: Pier Giovanni Alleva “La filosofia alla base della proposta di legge presentata da giuristi democratici”, 16.20: Ornella Veglio "Donne e uomini: i rischi atipici", 16.40: Vincenzo Siniscalchi “I motivi dei referendum italiani sul lavoro”, 17.00: Giorgio Cremaschi “Atteggiamenti di FIOM-CGIL e Rete28Aprile riguardo il precariato e le iniziative referendarie”, 17.20: Don Claudio Ciccillo “Atteggiamenti della Chiesa verso il precariato”, 17.40: Fabrizio Buratto "L'esperienza della precarietà vissuta sulla propria pelle".
18.00: Apertura del dibattito. 19.00: Chiusura dei lavori.

LOCANDINE, PROGRAMMA, RELATORI, MAPPE STRADALI, ORGANIZZAZIONE SU  www.associazionedonchisciotte.org/tempi_precari.htm

domenica, 06 gennaio 2008

CASO BANCA DEL TITANO: ARTICOLO DI PIETRO MASIELLO

In relazione alla problematica della Banca del Titano, apparentemente contingente ma sotto sotto indice di problematiche irrisolte che, giorno dopo giorno, stanno iniziando a venire a galla, pubblichiamo un bell'articolo di Pietro Masiello, che entra nelle pieghe di qusto complesso problema.

Lo stesso articolo verrà pubblicato nel prossimo numero del giornale "Il Don Chisciotte", stampato dall'associazione omonima, che vedrà luce verso la fine di gennaio (e che potrete leggere all'indirizzo www.associazionedonchisciotte.org, nella sezione "il don chisciotte").

Sul caso della Banca del Titano noi, già ad ottobre, abbiamo presentato agli organi competenti 3 Istanze d'Arengo, che potete leggere nella categoria "istanze arengo" di questo blog. Due di queste istanze sono state accolte dal governo, la terza, quella che chiedeva una partecipazione dello Stato nella BdT, è stata invece rigettata (che è come dire che ci hanno dato lo zuccherino pur non arrischiando troppo).

Acco l'articolo di Pietro Masiello:


Banca del Titano, storia di un salvataggio annunciato

Leggo da un articolo del Segretario all’Industria Tito Masi (1) che “…non abbiamo esagerato quando abbiamo definito la vicenda della Banca del Titano uno scandalo di regime”, di certo è una vicenda che presenta molti aspetti bui e controversi.

Continuando nella lettura dell’articolo del Segretario Masi si apprende che l’intera operazione di salvataggio della BdT è costata sino ad ora (se i dati sono esatti) ai contribuenti ben 14 milioni di Euro, ma vediamo in dettaglio:

- € 22 milioni messi a disposizione del Governo Straordinario;

- € 10,5 milioni perdite accertate sino ad oggi, quindi ripianate;

- € 3,5 milioni concessi sotto forma di credito d’imposta.

Per definizione uno (2) “scandalo finanziario avviene quando qualcuno fa un uso distorto dei soldi che gli sono stati affidati da qualcun altro, (…) di solito i problemi si manifestano in un secondo momento quando ci si rende conto che il rendimento di quell’investimento è molto basso se non negativo”.

Ma dopo l’accaduto alla BdT è incredibile che nessuno parli di mettere mano alla legge societaria laddove si è rivelata inefficace ossia nei compiti e nelle responsabilità di chi esercita il potere decisionale nelle imprese, soprattutto perché come ben sottolinea Paolo Santella (2) “…un’efficiente governance bancaria è un presidio rispetto ai comportamenti fraudolenti, ma anche verso i molto più diffusi casi di gestione aziendali inefficienti, in gioco non è soltanto la fiducia degli investitori nel mercato finanziario ma l’efficienza del sistema produttivo”, quindi in ultima analisi le possibilità di sviluppo futuro.

Per completare il quadro va detto che le motivazioni addotte dal Governo Straordinario nel 2006 per il salvataggio dell’Istituto furono la volontà di (3)“tutelare il risparmio e la stabilità del sistema e per evitare le ripercussioni negative sull’intero comparto bancario - finanziario che sarebbero derivate dal fallimento della banca”.

Queste motivazioni pur vere sembrano perlomeno sproporzionate per due motivi: 1) Visto l’elevato numero di istituti bancari la crisi della banca avrebbe avuto un impatto limitato sul sistema paese. 2) La mole dei risparmi gestita dalla BdT è rilevante ma non gigantesca (anche se rapportati alle dimensioni della Repubblica).

Altro dato da evidenziare è l’assoluta mancanza e/o totale inefficacia della filiera dei controlli a vari livelli (collegio sindacale - revisori contabili - Ufficio tributario) che ha portato a trascurare quello che sempre nell’articolo sopracitato (1) “...risultava evidente da una semplice lettura dei bilanci”.

ha funzionato quella che Giulio Tremonti (4) definisce “la vigilanza ex post” ossia si è chiusa la stalla quando (quasi!) tutti i buoi erano scappati, è un fallimento che dovrebbe indurre ad una seria riflessione politica sul problema magari istituendo una autorità ad hoc (5) con una definizione puntuale dei compiti di sorveglianza con ampi poteri di indagine e con la possibilità di comminare sanzioni.

Ricordo che in una democrazia il Parlamento ha certamente il diritto di decidere di usare una parte del suo bilancio (ossia gettito fiscale) per salvare una banca fallita, ma le modalità di salvataggio della BdT sono avvenute con un provvedimento legislativo che ha delle peculiarità sospette: tutto è avvenuto con grande velocità ed in assenza di una reale dialettica parlamentare, per esempio non si è valutato un menu di scelte alternative (per esempio valorizzare le politiche industriali o investire nel settore commerciale od anche finanziare politiche sociali), tutto questo sulla base del collaudato sistema  COSTI COLLETTIVI/BENEFICI COLLETTIVI.

Vorrei ricordare che nelle malaugurata ipotesi che il salvataggio della banca non abbia un buon esito il cittadino sammarinese avrà pagato tre volte:

1° per il finanziamento già avvenuto; 2° per gli investimenti (magari più redditizi) che non si sono fatti per destinare i fondi alla BdT; 3° perché molto probabilmente lo Stato dovrà rimettere mano al portafoglio.

Ultima considerazione, è singolare il fatto che lo Stato non sia entrato in possesso delle azioni della Banca, il paradosso è che lo Stato è bravo quando mette i denari nelle banche, cattivo se acquisisce le azioni, cattivissimo se socio di maggioranza decide magari di nominare i responsabili dell’azienda stessa (si spera con esiti migliori dei precedenti).

Hutton (6) riferendosi alle recenti vicende bancarie inglesi e statunitensi ha scritto che: “Per trent’anni ci hanno detto che lo Stato non ha alcun diritto di interferire con il sistema bancario. Quest’anno la verità si è presa una piccola rivincita”, aggiungo io che questa è la ri-visione di un film molto noto in terra italica: la privatizzazione dei profitti accompagnata dalla socializzazione delle perdite.

 

Pietro Masiello

_____________________________
Riferimenti Bibliografici:

1) Vedi l’articolo del Segretario all’Industria Tito Masi su Controluce n. 4 anno XI del dicembre 2007;

2) Si legga l’articolo di Paolo Santella “Corporate governance, la madre di tutte le questioni” sul sito La Voce del 20.04.2006”;

3) Volantino di AP AP informa del 13.12.07 pag 1;

4) l’ intervista di Alberto Orioli a Giulio Tremonti su Il Sole 24 Ore del 29.07. 2003;

5)Articolo di Francesco Giavazzi “ Chi deve vigilare sulle banche?” sul sito La Voce del 20.04.2006”;

6) Vedi articolo di Will Hutton, “Le illusioni finanziarie” The Observer pubblicato su l’Internazionale n. 718dell’08.11.07

postato da: crtsindacale alle ore 19:38 | link | commenti
categorie: articoli
venerdì, 04 gennaio 2008

CORREZIONE INFORMAZIONE DISTORTA DI RTV SAN MARINO

Ieri abbiamo chiesto alla redazione di RTV San Marino, di correggere l’inesattezza con cui la serata dal 3/01 ha aperto il servizio sui referendum del 16 marzo.

I referendum NON “interessano soprattutto i sindacati” – come è stato detto - ma l’intera popolazione, la gente comune che, più ancora di chi ha un posto sicuro in un sindacato o in un partito, soffre la minaccia della precarietà! Ci spiace questa “leggerezza” nel fare affermazioni così gravi (addirittura anticostituzionali), anche perché il sindacato radiotelevisivo italiano (lo SNATER), sostiene sia i referendum italiani contro il precariato, sia la proposta di legge per reintrodurre la scala mobile.

Riguardo l’informazione secondo cui nel sindacato ci sarebbe un dibattito se votare no oppure astenersi dal voto, facciamo tre brevi osservazioni.

1) In un servizio interamente dedicato ai referendum, bene sarebbe stato, per dovere di completezza d’informazione, interpellare anche i comitati referendari e dare loro la possibilità di ribattere. Di solito RTV lo fa, in questo caso non è successo.

2) Il “dibattito interno” no/astensione del sindacato manca tragicamente di una componente: quella del sì, anche perché chi nel sindacato era per il sì, proprio per questo è stato espulso! In Italia, dove nessun sindacato si permette di espellere correnti interne, il dibattito SI’/NO sui referendum contro il precariato e sul reinserimento della scala mobile, è molto vivace. Tutti i sindacati di base (i più vicini ai lavoratori, che a San Marino non esistono), come cobas, cub, sdl intercategoriale, il già menzionato snater, sono a favore sia dei referendum contro il precariato che sulla reintroduzione della scala mobile. Segno che la base dei lavoratori considera queste tematiche urgenti e auspicabili. Anche Cremaschi, il segretario Fiom-CGIL, nonché la Rete28Aprile in CGIL, chiedono la scala mobile. E c’è da scommettere che se in Italia si voterà per questi referendum i sindacati nazionali non solo non inviteranno all’astensione, ma al voto a favore.

3) Questo sindacato del disimpegno civile (il voto è un diritto ma anche un dovere civico! Invitare a non votare, equivale a contribuire al disimpegno e al qualunquismo), chiedendo ai lavoratori di astenersi implica che gli stessi non votino nemmeno per il quarto referendum, non nostro, per la preferenza unica, che forse non sarà la soluzione di tutti i mali (il clientelismo, le cordate…), ma al momento pare l’unica strade percorribile per affievolire queste logiche distorte.

Chi favorirà il sindacato chiedendo ai lavoratori di astenersi? A rigor di logica coloro che intendono lucrare sull’abbattimento dei diritti dei lavoratori (e del loro costo), e i partiti che delle cordate e del clientelismo hanno fatto la propria fortuna.

 

Rinnovamento & Trasparenza

Comitati Referendari per il lavoro

postato da: crtsindacale alle ore 16:56 | link | commenti
categorie: comunicati stampa