Nei giorni scorsi è stato scritto che dal primo gennaio le paghe saranno più pesanti. Non è così.
L’aumento per un impiegato con contratto industria è pari al 2,55% (un po’ peggio vanno i dipendenti pubblici e i salariati). Si calcola che mediamente l’aumento sarà di 45 €/mese (calcolandolo quindi su una paga di 1765 €/mese. Ma siamo sicuri che sia uno stipendio medio?).
Comunque, proprio ieri lo sportello dei consumatori ha divulgato i dati per cui l’aumento del costo della vita è quantificabile, per San Marino, in un 3,52% (sulla stessa paga circa 62€/mese).
Questo significa che ogni impiegato è più povero ogni mese di circa 17 euro! Le paghe si alleggeriscono, non si appesantiscono.
Inoltre, se si calcola che i lavoratori dell’industria hanno dovuto scioperare 90 ore per ottenere aumenti dell’un percento inferiori all’aumento del costo della vita (hanno dovuto quindi scioperare per impoverire di soli 17 euro al mese), sulla stessa paga si evince che lo stesso lavoratore medio ha “speso” (o meglio non ha percepito) circa 882 euro per scioperare, a cui bisogna aggiungere i circa 150 euro perduti, di conseguenza, su tredicesima e indennità di licenziamento.
Totale: il lavoratore ha perduto 1.032 euro per ottenere aumenti inferiori all’inflazione, che nel prossimo anno gli faranno perdere, rispetto al rincaro del costo della vita, altri 238 euro (17 euro mensili per 12 mensilità + tredicesima e licenziamento).
Il titolone andrebbe quindi modificato: non paghe più pesanti ma perdita di potere d’acquisto!
Tutto questo, non lo ha di certo ricordato il sindacato, sarebbe stato evitato se ci fosse stato un automatismo della rivalutazione degli stipendi in base all’inflazione (SCALA MOBILE), e siccome andremo alle urne proprio per votare (anche) questo referendum, mi pare sia il caso di rimarcarlo.
In base al referendum, se vinceremo (e col plurale intendo non noi dei comitati, ma noi lavoratori) ognuno avrebbe avuto in busta paga, nel 2008, 238 euro in più, e nessuno avrebbe dovuto perdere 1.032 euro per scioperare (quindi 1.270 euro in più in tasca di ogni lavoratore).
Insomma, ribadisco che per noi referendari la rivalutazione degli stipendi, cioè il loro mantenimento di potere d’acquisto, è un diritto, e come tale va garantito; non è più accettabile dover lottare, scioperare, perdere i propri guadagni per impoverire il meno possibile. Non ci piace la lotta al ribasso, anche e soprattutto in previsione degli anni a venire, dove pare che l’inflazione tenderà a salire ancora, prima di assestarsi, e se non vi sarà un meccanismo di tale natura i lavoratori saranno destinati a vedere le loro paghe svanire nel nulla, a scioperare sempre di più per ottenere delle briciole.
Viva la scala mobile, e oggi lo possiamo urlare a fianco della sigla sindacale SdL intercategoriale, con la quale stiamo collaborando per la buona riuscita dei nostri referendum, e che il 19 gennaio a Roma lancerà i referendum italiani.
Desideriamo esprimere pubblicamente soddisfazione per l'approvazione di due delle tre Istanze d'Arengo da noi avanzate in qualità di cittadini sammarinesi circa la vicenda "Banca del Titano". Se da un lato non possiamo ritenerciun soddisfatti per l'atteggiamento della "maggioranza" e del Governo nel voler fare chiarezza circa le possibili responsabilità attivando tutti gli strumenti necessari, dobbiamo esprimere rammarico perché l'Istanza che prevedeva la possibilità di essere soci da parte dello Stato, stanti gli esborsi da parte dello stesso, a noi pareva una scelta da farsi ovviamente "una tantum" stante il contesto e ciò allo scopo primario di favorire un risarcimento effettivo a favore della collettività. Infatti, un socio è pienamente legittimato ad agire in ogni sede possibile e immaginabile, mentre un soggetto terzo ha ben altre difficoltà.
Con ciò non vogliamo affermare che il Governo e la "maggioranza" non intendano fare sul serio, ma ci riteniamo impegnati a sollecitare chi di dovere affinché su questa vicenda si faccia più chiarezza possibile.
Non è giusto, secondo noi, che un paese come San Marino, che manifesta significative carenze in ambito di servizi sociali (per es. asili nido, case di riposo, ecc.) debba ripianare gravose perdite private senza avere le necessarie garanzie di recuperarle. Di questo crediamo di interpretare anche la sensibilità di larga parte della popolazione.
Inoltre, rispetto all'Istanza per l'istituzione del "fondo di garanzia per banche e finanziarie", onde evitare dissesti simili a quelli della Banca del Titano, esprimiamo la disponibilità verso la Segreteria di Stato per le Finanze a valutare preventivamente il testo del provvedimento che dovrà recepire l'Istanza stessa.
Con queste Istanze Rinnovamento e Trasparenza ha dato un segnale, riteniamo concreto, a tutela degli interessi collettivi, altri ne seguiranno oltre a quelli già realizzati che desideriamo ricordare, quali i Referendum in materia di eliminazione delle forme più precarie di lavoro contenute nella legge 131/2005, e la reintroduzione di un automatismo per la tutela dei salari dall'inflazione. Ma specialmente ci preme ricordare al Governo e a tutte le Forze Politiche, visto che siamo in fase di elaborazione e discussione della Finanziaria 2008, che sono stati da noi depositati due progetti di legge di iniziativa popolare nel settembre scorso, riguardante le tariffe e alcune modifiche a favore delle famiglie in materia di assegni familiari.
A nostro parere sarebbe il caso di esaminarli al più presto, se è intenzione reale come a volte si dice, da parte delle Forze Politiche varare alcuni provvedimenti a tutela della cittadinanza,specie per le fasce cosiddette "deboli".
Il nostro impegno prosegue nonostante le "espulsioni" dal sindacato, perché riteniamo sia possibile dimostrare che in certi ambiti si può fare e si deve fare molto di più di quel che si è fatto o si sta facendo!