Gentile Segretario Mularoni,
le sue opinioni, riguardo alla chiesa come riguardo a qualsiasi fatto di pertinenza etica, sono sue, le rispetto, ma non accetto (ho ancora quel minimo di orgoglio) che lei pretenda di imporre ai suoi concittadini, rappresentanti o meno del paese, sue opinioni personali riguardo a temi di tale portata.
Le opinioni di Podeschi, quale presidente di un’associazione o semplice cittadino, sono opinioni sue, lei non può pretendere di cambiarle o zittirle. Il problema poteva esserci se Podeschi avesse sostenuto che “San Marino”, condanna queste parole del papa. Ma non è il caso.
Il fatto che rappresenti il paese – un paese laico fino a prova contraria – all’estero non significa che debba condividere in privato ogni sua opinione, o subire dopo le ingiurie, le condanne di un vaticano che ripete gli errori di 80 anni fa, anche la condanna del paese da cui è dovuto scappare per gli stessi motivi.
I maestri comacini furono grandissimi costruttori di cattedrali romaniche; a partire dal VII secolo e per quasi tutto il medioevo, divulgarono la loro arte architettonica per tutta l’Europa, lasciandoci inestimabili tesori pur con l’uso di materiali che oggi chiameremmo, riciclati.
Non è detto che il passare dei secoli sia direttamente proporzionale al progresso; specialmente visto da San Marino ciò non è affatto un assioma.
A noi sono rimaste le volpi comacine, impegnate ad accaparrarsi il territorio, costruendo edifici non proprio paragonabili alle meravigliose cattedrali degli antenati costruttori.
È mezzanotte! Anzi, lo era. I dati definitivi confermano la tendenza iniziale: il polo delle libertà, pardon, il patto per sanmarino ha vinto le elezioni, con nostro grande dispiacere, inutile negarlo : ci si aspettava di più, alla luce anche delle molte iniziative difficili assunte per amore del Paese.
In sede è calata la stancante tristezza, qualcuno si preoccupa per l’alzataccia del giorno lavorativo e se ne va a casa, altri abbozzano analisi consolatorie, supportate da scusanti atte a lenire l’evidente ferita.